I FUTURE MAKER
Sara Pugnale
“Nel mondo dello sport, come in quello lavorativo, la vita mi ha insegnato che non ci sono esperienze negative o positive, ma solo prove di tiro: se qualcosa non sembra adatto a me posso ripartire per altre entusiasmanti, nuove e inaspettate direzioni”.
“La mia paura più grande? Probabilmente la noia. La routine, la monotonia, la ripetizione di azioni meccaniche e prive di sfide sono infatti le armi che possono soffocare l’entusiasmo, perché non permettono alla creatività di scorrere”. Sara Pugnale si racconta così: “Per non spegnere la mia energia, ricerco il nuovo in ogni momento della giornata, dalle mie abbondanti e diversificate colazioni al mattino, fino al tragitto di strada per andare all’università, cercando percorsi alternativi per soddisfare la mia curiosità. La ricerca costante di novità mi ha portato a scoprire il mondo del Crossfit, sport che ogni giorno propone allenamenti diversi e stimolanti, che mi permettono di scaricare le tensioni quotidiane e di alimentare la mia innata competitività”.
Lo sport l’ha sempre aiutata: i 12 anni di pallavolo le hanno insegnato molto sulle dinamiche di squadra, sui difficili equilibri che muovono un team e, soprattutto, le hanno insegnato a perdere. Grazie alle sconfitte in campo e alla delusione portata da due gravi infortuni, Sara ha imparato che spesso ci sono strade alternative e che gli infortuni non rappresentano la fine della carriera sportiva, ma un’opportunità per scoprire qualcosa di alternativo.
“Allo stesso modo, anche nel mondo lavorativo, la vita mi ha insegnato che non ci sono esperienze negative o positive, ma solo prove di tiro: se qualcosa non sembra adatto a me posso ripartire per altre entusiasmanti, nuove e inaspettate direzioni. Infatti, se non fossi andata a lavorare in un’agenzia di traduzione a Barcellona, dopo la triennale in lingue straniere tra Udine e Melbourne, probabilmente non avrei sentito la mancanza dei numeri, il bisogno di tornare su un percorso accademico a base economica. Proprio questo ritorno all’economia, già affrontata nelle scuole superiori, mi ha portato a Bologna a studiare International Management, dove, ancora una volta, ho trovato nuovi stimoli, persone e occasioni, tra cui l’esperienza di TFM”.
Per riassumere i quattro giorni trascorsi a Milano, Sara sceglie l’immagine del centrifugato: un insieme di diversi sapori da scoprire a ogni sorso, i cui ingredienti principali sono state le esperienze e le storie degli altri Future Maker, i consigli dispensati dagli esperti di BCG con i loro sorrisi d’incoraggiamento e la loro disponibilità, e, soprattutto, i messaggi motivanti degli speaker.