I FUTURE MAKER

Pietro Russo

“Consapevolezza, scommessa e crescita sono le tre parole a cui penso ricordando quei giorni. Valori che ho messo nello zainetto e ho deciso di portare con me per il mio percorso personale e professionale di studente che guarda motivato al futuro”.

“24 anni, nato e cresciuto a Torino, sono sempre stato un ragazzo curioso e intraprendente. Ho trascorso la mia adolescenza tra i banchi di scuola e il parquet del palazzetto di basket. Ho giocato e gioco tutt’oggi a basket, sport che mi ha insegnato l’importanza del gioco di squadra in qualsiasi sfida della vita, a confrontarmi con i compagni e anche con me stesso”.

 

Pietro Russo è uno dei 100 Future Makers dell’edizione 2017 che così descrive i quattro giorni trascorsi a Milano: “Consapevolezza, scommessa e crescita sono le tre parole a cui penso ricordando quei giorni. Valori che ho messo nello zainetto e ho deciso di portare con me per il mio percorso personale e professionale di studente che guarda motivato al futuro”.

 

Durante il quarto anno del liceo Pietro approda in Nuova Zelanda per un’esperienza di sei mesi che “mi ha aperto per la prima volta a una cultura molto diversa da quella europea e allo stesso modo all’opportunità di poter studiare, lavorare e vivere in un altro paese. Finito il liceo scientifico, mi sono iscritto all’Università degli Studi di Torino in Economia Aziendale, laurea che mi ha subito affascinato e appassionato. Da un lato soddisfatto della qualità dei corsi, dall’altro mi mancava la possibilità di mettere in pratica ciò che imparavo sui libri e quindi di mettermi in gioco. Alla fine del secondo anno, mi sono iscritto quindi all’ESCP Europe Business School, grand école francese che mi ha permesso di studiare in tre campus europei diversi, in tre lingue diverse e con l’opportunità di fare tre internship durante il corso di studi. Prima Torino, poi Londra e ora Parigi, sono contento dell’approccio pratico dei corsi, basato su lavori di gruppo e risoluzione di casi reali”.

 

“Il mio percorso accademico si è focalizzato su studi economici e manageriali”, prosegue, “e ho avuto l’opportunità di approfondire nel corso dei miei studi casi di aziende di successo e imprenditori visionari, di studiare all’estero con ragazzi di diverse nazionalità con prospettive di carriera in diversi settori. Ma credo di poter affermare che TFM si sia spinta oltre: ha raccolto 50 ragazzi e 50 ragazze con background differenti tra loro e progetti di vita e carriera molto diversi dal mio. Gli speaker selezionati sono stati pezzi unici di un puzzle ben costruito. Ci hanno raccontato le loro storie personali, esperienze in azienda, esperienze impronditoriali, traguardi sportivi e tanto altro, ma tutte sono state accomunate da un un sentimento comune: lasciare un messaggio, un consiglio o un augurio sincero alla nuova generazione che avrà l’opportunità di contribuire alla vita e alla crescita del paese”.

 

Da sempre appassionato al mondo digital e tech, ha fatto un’esperienza lavorativa in ambito Venture Capital e un’altra in una banca di investimento Tech. E da appassionato di innovazione, “sono stato entusiasta di poter ascoltare le parole di Diego Piacentini, ex Amazon e ora Commissario del Governo per l’Innovazione e Digitale. Oltre agli aspetti più tecnici del suo lavoro, ciò che mi ha colpito sono le motivazioni che lo hanno guidato in questo tipo di scelta e cambiamento. Mi ha colpito il suo entusiasmo, quando ha avuto la chance e il privilegio di contribuire in prima linea al cambiamento del suo Paese, Paese che ama e al quale deve dare qualcosa in cambio come suo cittadino”.

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