I FUTURE MAKER
Mattia Colombo
Mattia Colombo, 24 anni, è originario di San Donato Milanese, una cittadina a cui è molto affezionato e che, a suo avviso, può sembrare un piccolo paese di provincia dove tutti si conoscono fin da bambini, ma anche un quartiere della più grande Milano dove le persone si mischiano e dove si respira un’aria internazionale.
Proprio a San Donato Mattia ha frequentato il liceo scientifico Primo Levi, di cui conserva solamente ricordi positivi e la cui eredità più grande è un gruppo di amici che, nonostante abbiano intrapreso percorsi di studio e professionali molto diversi, “sono sicuro porterò con me per sempre”.
A 18 anni Mattia ha scelto l’università Bocconi, dove ha studiato fino a ottenere la laurea magistrale in International Management. “Sono grato al mio ateneo non solo per le competenze tecniche che mi ha permesso di acquisire, ma soprattutto per avermi trasmesso il desiderio e il coraggio di spingermi lontano da casa, in particolare a Boston e Madrid, come exchange student, e in Bosnia Erzegovina, dove ho lavorato nella funzione risorse umane di una famosa banca. È difficile descrivere, con pochi aggettivi, i tanti modi in cui queste esperienze mi hanno cambiato. Sicuramente, però, grazie alle difficoltà che hanno imposto, hanno aumentato la mia consapevolezza di poter affrontare in autonomia sfide che prima sembravano insormontabili”.
“Durante gli anni dell’università ho sviluppato un forte interesse per l’economia comportamentale, un campo di studi che unisce alla teoria economica tradizionale alcuni contributi derivanti dalla psicologia cognitiva. La teoria dimostra come le persone, sotto la spinta di meccanismi psicologici inconsci, prendano spesso decisioni economiche irrazionali che possono danneggiare gravemente la stabilità finanziaria delle famiglie. Per questo, nelle mie tesi di laurea ho studiato l’efficacia e l’importanza dell’educazione finanziaria nel ridurre gli effetti dannosi di scelte di investimento o risparmio irrazionali”.
Nel tempo libero, Mattia è un grandissimo appassionato di sport, in particolare di tennis, che ha praticato a lungo a livello agonistico e di cui è istruttore. “Il tennis ha avuto un ruolo fondamentale nel formare la mia personalità, insegnandomi a guardare sempre avanti, un’abilità fondamentale per affrontare con successo un match. Col tempo ho capito che il tennis mi ha dato molto di più. Come scrive Andre Agassi, uno dei miei grandi idoli sportivi: ‘Quando ho cominciato a giocare a tennis ero come la maggioranza dei ragazzini: non sapevo chi ero’. Uno dei più grandi doni che ho ricevuto da questo sport è proprio una migliore conoscenza di me stesso. Nelle complessità psicologiche di una partita, nelle scelte strategiche da prendere punto dopo punto e più in generale in ogni aspetto del gioco, il tennis rivela senza filtri la vera personalità di un individuo”.
“Ai futuri Future Maker mi sento di dare un consiglio molto semplice. Apprezzate il bello che c’è in ogni secondo dell’evento e, più in generale, delle vostre vite. Sono infatti convinto che il segreto per una vita senza rimpianti sia quello di saper apprezzare le cose che si hanno prima di perderle e le esperienze che si vivono prima che finiscano”.