I FUTURE MAKER
Giacomo Paolelli
“Mi chiamo Giacomo Paolelli, ho 23 anni, sono nato e vivo a Roma. Proprio ieri camminando sulla riva della Senna, nel cuore del mio erasmus di Parigi, mi sono scoperto entusiasta di tutte le esperienze che il mondo mi ha offerto e che ho avuto la fortuna di vivere”.
Se dovesse descrivere i momenti cruciali della sua vita, Giacomo non potrebbe non citare il semestre americano alla Manchester High School in Michigan. “Esperienze di questo genere si possono affrontare solo con la spensieratezza di un diciassettenne. Ancora oggi mi stupisco di me stesso, nel riconoscere la mia sorprendente crescita personale in un arco di tempo così ristretto. La scelta di partire in Erasmus per Barcellona, prima, e Parigi, poi, è in linea con il mio approccio distruttivo alla routine. Una nuova lingua, cultura, gruppo di amici, una grande città, per sfidarsi con un’avventura emozionante, senza confini di arricchimento. Nel mio percorso fino a oggi mi ha sempre affascinato l’obiettivo di essere, domani, una persona che oggi ammirerei. E per raggiungerlo sono necessari umiltà, curiosità e la capacità di affrontare con il sorriso anche le sfide più difficili”.
“The Future Makers mi ha stupito, lo devo ammettere. La qualità e l’impegno di tutto l’universo BCG, la fiducia che i professionisti hanno riposto in noi ragazzi per costruire un futuro e un’Italia migliore, ma soprattutto l’umiltà e il valore di novantanove talenti che non si fermano di fronte a nessuno per seguire i propri ideali. Ho dato il meglio di me, per approfittare di ogni occasione in cui poter imparare qualcosa di nuovo, ispirato dai meravigliosi speaker, dagli Angel che ci accompagnavano e dagli altri ragazzi. Al termine dell’esperienza mi sono reso conto non solo di aver imparato cosa vuol dire impegno, passione e carisma, ma anche di conoscere un po’ meglio me stesso”.
Per Giacomo, il punto di forza di questa avventura è stato il percorso intrapreso con la sua squadra, nel completare la sfida che era stata posta per il termine dei quattro giorni. “Mi sono sentito come parte di un irrefrenabile e continuo brainstorming, in cui ogni momento mi permetteva di imparare una cosa nuova e mi rendeva una persona diversa e migliore”.
“Anche a distanza di sei mesi e oltre, la terza edizione di The Future Makers mi dà l’ispirazione per dipingere il mio futuro e il ringraziamento più grande deve andare ai colleghi del mio team, perfetti compagni di un’avventura inaspettata”.