I FUTURE MAKER

Francesco Carboni

“Navigare da solo, indipendentemente dalle condizioni del mare e del vento, mi ha insegnato tenacia e determinazione”.

Francesco Carboni, 23 anni di Cagliari. “Essendo sardo non potevo non amare il mare. Sono cresciuto in barca a vela: la prima è stata l’Optimist, conosciuta per le sue dimensioni e forma come una ‘vasca da bagno’.

 

Navigare da solo, indipendentemente dalle condizioni del mare e del vento, mi ha insegnato tenacia e determinazione. Bolina, lasco, poppa, l’ultima bolina e infine la linea invisibile del traguardo: in ogni regata sapevo che la posizione con cui avrei superato quella linea sarebbe dipesa soltanto da me. Lo sport mi ha permesso sin da piccolo di viaggiare, ma soprattutto di conoscere e confrontarmi con ragazzi provenienti da tutta Europa. La curiosità mi ha travolto e la mia voglia di scoprire e imparare non si è mai fermata”.
 


Dopo aver terminato il liceo, Francesco Carboni si trasferisce a Milano per iniziare una laurea triennale in Economia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. “Passano i mesi e inizio a comprendere maggiormente le implicazioni economiche di tutto ciò che mi circonda giorno per giorno. Dal bar sotto casa al parrucchiere, fino alle grandi aziende, inizio a ragionare su come applicare le nozioni teoriche per ottimizzare i processi, aumentare le vendite, interagire maggiormente con i clienti”. 

 

Francesco inizia a sviluppare uno spirito imprenditoriale e creativo. “Insieme a un mio collega, durante il secondo anno di università ho fondato una startup, ma l’esperimento è fallito dopo pochi mesi. Inesperienza, poco budget e la mancanza di competenze sono tra i fattori che ne hanno determinato il fallimento, ma da quella esperienza ho portato a casa un insegnamento fondamentale: fai, crea, prova. Finché non ci si sporca le mani e non si crea effettivamente qualcosa, rimarrà sempre un’idea - valida, ma sempre un’idea”. 

 

Due anni dopo, la voglia di scoprire e viaggiare lo porta all’ ESCP Europe per un Master in Management. In tre anni vive in sette città, sei paesi e due continenti diversi. “In me nasce una nuova consapevolezza: essere cittadino europeo e del mondo. Viviamo in un periodo in cui, nonostante la velocità e la semplicità dello scambio di informazioni e dello spostamento delle persone, manca ancora una consapevolezza e una comprensione del diverso che può essere acquisita soltanto tramite la curiosità della scoperta. Questa voglia di scoprire mi ha portato, durante gli anni del master, a sperimentare e a mettermi continuamente alla prova”.

 

“Da Build It Up, associazione rivolta allo stimolo della mentalità imprenditoriale tra gli studenti, a un’esperienza in consulenza e una nel mondo tech in Google, alla mia seconda startup, fino a The Future Makers. Dal quest’ultimo porto a casa un insegnamento unico: la bellezza e la potenzialità della diversità. Trascorrere quattro giorni con altri 99 ragazzi con interessi, background ed esperienze totalmente diverse dalle mie è stato estremamente stimolante e arricchente. Conoscerci, confrontarci, scambiarci opinioni ed esperienze mi hanno permesso di sviluppare nuove prospettive e, come gruppo, di crescere e metterci in discussione grazie all’apporto eterogeneo di ognuno di noi”.
 

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