I FUTURE MAKER
Francesca Sabbioni
“Mi chiamo Francesca, ho 24 anni. Ho studiato Management e Marketing alla triennale, poi International Management alla magistrale all’Alma mater di Bologna. Ma questo, di per sé, dice molto poco sulla persona che sono.
Probabilmente, dovrei ricominciare la mia descrizione in questo modo: mi chiamo Francesca, suono la batteria, amo scrivere e uno dei miei sogni più grandi è dedicare un anno della mia vita a scoprire il mondo con uno zaino in spalla”.
Francesca Sabbioni è originaria di Ravenna, ma – racconta – non si sente veramente di appartenere in un posto specifico. Ha vissuto a Bologna, a Londra e a Oslo, per poi approdare a Milano, dove sta facendo uno stage nel business development di L’Oréal. “Tutte queste città per me sono casa. E saranno casa anche i luoghi in cui ancora non ho vissuto. Perché sono fatta così, amo viaggiare, ma viaggiare sul serio. Parlando con la gente locale e assimilando la cultura di ogni piccolo angolino di mondo, perché credo che questo sia il modo migliore per comprendere tutto ciò che è diverso da me e per poter contribuire a creare una società più aperta e tollerante. Questo è il movente di molte scelte della mia vita: sono cresciuta seguendo la filosofia ‘lasciate il mondo un po’ migliore di come lo avete trovato’. Non ho ancora capito esattamente quale sarà il mio contributo in questo senso, ma so che vorrei essere ricordata per questo, per aver lottato con tutte le mie forze e in prima persona per rendere la società più disposta all’accettazione e all’inclusione delle diversità”.
Questo è stato il movente che, durante gli anni di università, ha spinto Francesca a entrare in AIESEC – associazione studentesca che facilità gli scambi interculturali – e a candidarsi come vicepresidente nel direttivo del comitato della sua città. Lo stesso movente che, un anno dopo, l’ha convinta a fare domanda per il programma The Future Makers 2017. “Ho fatto domanda per TFM in un periodo molto difficile della mia vita. Per questo, partecipare per me ha rappresentato prima di tutto una vittoria personale: un piccolo reminder che anche quando la vita non ti sorride, rimettersi in gioco è sempre la risposta giusta, perché è solo mettendosi a confronto con nuove esperienze e con realtà al di fuori dalla propria confort zone che si può ritrovare il proprio equilibrio, crescendo sul piano professionale ma soprattutto a livello personale”.
“TFM è stato una full immersion in una realtà dinamica e stimolante, un efficace e vincente mix di sessioni professionalizzanti e incontri con persone che mi hanno ispirata. Persone con cui, nonostante io abbia condiviso solamente quattro giorni della mia vita, ho stretto legami che durano tutt’ora. Persone che mi somigliano, che hanno il mio stesso entusiasmo nel mettersi in gioco, nel creare qualcosa di positivo per se stessi e per gli altri, nel lavorare duramente per ciò in cui credono. Persone che hanno la mia stessa mentalità aperta e il mio stesso spirito di iniziativa. Persone guidate dal mio stesso movente: lasciare un segno”.