I FUTURE MAKER
Francesca Grotti
“I viaggi placano la mia fame di cultura e di diverso, mi insegnano a vivere il presente in tanti mondi, e quindi trarne il mio futuro”.
Francesca Grotti, 24 anni, è cresciuta a Bologna, la terra del cibo e delle libertà, per poi trasferirsi in quella delle opportunità: Milano. Da Milano le si sono aperte tante strade, prima di tutte quella on the road in Australia e, dopo qualche passeggiata lungo i Navigli, quella più bagnata di Londra. Si racconta così: “I colleghi apprezzano la mia proattività e il mio essere comunicativa. Gli amici mi definiscono iperorganizzata e dinamica, trait d’union tra persone e mondi diversi. I miei genitori mi vedono testarda, ambiziosa e appassionata. Personalmente mi piace pensarmi come un puzzle di tutti questi tratti, ma con decisamente più difetti”.
“Spinta da una naturale e sincera curiosità, ho continuamente bisogno di ricevere stimoli diversi in tutte le sfere della mia vita. Le lingue possono convivere con lo sport agonistico, il volontariato con le borse di studio, gli amici con una grande famiglia.
E così, inevitabilmente, la scelta tra carne e pesce si è ripetuta più volte nella mia vita, ma io l’ho sempre abilmente aggirata, o forse gestita”.
Francesca sentiva di aver trovato il perfetto connubio tra mari e monti con il corso di Economia e Management per Arte, Cultura e Comunicazione in Bocconi. “Ne sono uscita affascinata e con la convinzione che un giorno sarei stata capace di portare una visione più organizzata e tecnica nei settori creativi e culturali Italiani. Il successivo percorso è stato tanto veloce quanto intenso: lo scambio in Australia, la specialistica con una prestigiosa Laurea in International Management, il lavoro in startup e subito dopo in una grande agenzia media internazionale. Ho dimostrato a me stessa che pur vivendo il mio mari e monti posso portare a termine le sfide ed eccellere”.
Quella stessa curiosità la spinge a riempire una valigia frequentemente, ha preso una media di 1.5 voli al mese negli ultimi quattro anni. Il più insolito: la Tasmania guidando un van on the road; il più recente: il Giappone con i ciliegi in fiore; il più affollato: la Pasqua con una famiglia allargata di 15 persone; il preferito: chiaramente non c’è. Una passione per il viaggio, perché “i viaggi placano la mia fame di cultura e di diverso, mi insegnano a vivere il presente in tanti mondi, e quindi trarne un mio futuro”.
Questo percorso e le sue passioni l’hanno portata da Milano a Londra, dove oggi lavora, grazie a una promozione interna, agli Headquarter EMEA di un’agenzia media internazionale. “In questo The Future Makers è stato per me cruciale, quasi provvidenziale. Il giorno prima avevo consegnato la tesi sperimentale per il Master in Bocconi, vincendo una gara personale contro il tempo e mettendo un punto alla vita da studentessa. Così mi approcciavo a TFM in una bellissima mattina di giugno, ancora adrenalinica e un po’ sprovveduta, incerta di poter fare il futuro quando non conoscevo il mio”.
E di TFM racconta: “Partecipare a TFM17 è stato per me come un viaggio per cui parti senza sapere le previsioni meteo. Quattro giorni sono brevi, ma il fatto che vi siano stati condensati numerosi interventi, occasioni di networking, lezioni con consulenti e una sana competizione interna, può forse far trasparire la loro intensità. È stato durante questa full immersion che per la prima volta ho sentito la responsabilità di fare qualcosa. Le parole e vite altrui mi hanno spronata a migliorarmi ed essere davvero una future maker. Prevedo un lungo viaggio, ma tra un meeting e una deadline vorrei poter avere ancora il tempo per fare le valigie, le visite ai musei e il jogging lungo fiume – quale, ancora da definire”.