I FUTURE MAKER
Davide Michelucci
“Quando nasci a pochi passi dal mare, è difficile decidere di abbandonare il rumore delle onde per trasferirsi nello smog, ma del resto è solo nella nebbia che si ci sforza ad aguzzare vista e ingegno”.
Davide Michelucci è nato a Giulianova, sulla costa Abruzzese ed è cresciuto “a pane, calcio e chitarra”. Lo sport e la musica, che ha praticato per più di 13 anni a livello agonistico, hanno fatto crescere in lui curiosità, spirito di squadra, passione e voglia di migliorarsi. Per descriversi sceglie la parola ‘fame’: “Da una parte sono un amante della buona cucina, dall’altra sono un cultore del ‘non è mai abbastanza’: per me la sazietà non esiste perché puoi sempre fare meglio e crescere”.
Dopo gli studi liceali, durante i quali ha ricoperto la carica di rappresentante degli studenti, Davide ha deciso di trasferirsi a Milano per frequentare il corso di laurea in Ingegneria Gestionale al Politecnico, seguito da una specialistica in Gestionale nella stessa università. “Durante l’ultimo anno di magistrale ho avvertito la necessità di dare nuova linfa al mio percorso accademico per trovare nuovi stimoli, perché quando hai tutto sotto controllo significa che non stai andando abbastanza veloce. Questo desiderio si è concretizzato in un semestre di scambio all’università ETH di Zurigo”.
Al rientro dalla Svizzera, prima della laurea conseguita a luglio, Davide ha partecipato all’edizione 2017 di The Future Makers, “un evento al quale desideravo prendere parte ardentemente. Tra le tante ragioni, anche quella di fare da ‘insider trader’. Sono infatti fondatore e consigliere dell’associazione no-profit RAW (Residents of Abruzzo in the World), la quale organizza da diversi anni un programma di talent empowerment intitolato OR.A (Orientamento in Abruzzo) in cui i venti migliori studenti d’Abruzzo partecipano gratuitamente a tre giorni di lezioni, laboratori e seminari con professionisti e docenti della Regione. Come è noto, l’Abruzzo non è una terra fortunata per diverse ragioni. Per questo cerco di dare il mio contributo, per poter fare rete e coltivare talenti, dando un’opportunità ai ragazzi della mia regione”.
“Sentirsi parte di un’esperienza così emozionante e formativa come The Future Makers è stato a dir poco entusiasmante. Ciò che più mi ha impressionato dei quattro giorni trascorsi è stata l’aria che si respirava: è difficile da spiegare, come un senso di appartenenza a una cosa comune, come un legame che c’era ancora prima di incontrarsi. Credo che sia proprio questo sentimento inspiegabile a tenere indissolubilmente insieme chi vorrà scrivere il futuro. È proprio vero che l’affinità mentale genera legami così forti che non si spezzano neanche se ci provi con tutto il cuore”.