I FUTURE MAKER

Enxhi Dauti

Imparare di nuovo una lingua a tre anni, lasciare luoghi famigliari per nuovi orizzonti, muoversi, cambiare.

Imparare di nuovo una lingua a tre anni, lasciare luoghi famigliari per nuovi orizzonti, muoversi, cambiare.

 

Inizia così la storia di Enxhi Dauti, 23 anni, nata in Albania e cresciuta in Toscana, tra le montagne di Montieri e il mare di Follonica: “Le mie origini si ritrovano nel mio nome, così strano”, dice mentre racconta dell’Università a Pisa e del lavoro che l’ha portata a Milano. “A 14 anni il mio sogno nel cassetto era viaggiare e, per questo, ho scelto di frequentare il liceo linguistico, data la mia naturale predisposizione verso culture e lingue diverse, così come verso le materie umanistiche.

 

Concluso il liceo si è presentata la scelta più difficile della mia vita fino a quel momento: e adesso cosa faccio? Ero certa che mi sarei laureata, ma non in cosa”. Un bivio: “Se avessi seguito le mie passioni di quel tempo, probabilmente oggi sarei una traduttrice o una studiosa di filosofia, ma spaventata da un futuro così incerto, mi sono orientata verso lo sconosciuto mondo dell’economia, e a oggi sono convinta che sia stata la miglior scelta che potessi fare, sebbene il primo anno da matricola sia stato uno dei più traumatici di sempre”. Enxhi si è laureata in Economia Aziendale e sta per concludere anche la laurea specialistica in Strategia, Management e Controllo.

 

Navigando in rete, tra un esame e l’altro, entra in contatto con la pagina Facebook di “The Future Makers”: “Leggo di un progetto promosso da BCG, che permette a 100 tra i migliori talenti italiani ed europei di partecipare a quattro giorni di alta formazione. Incuriosita dalla descrizione e dalle foto di ragazzi sorridenti su una terrazza affacciata sul Duomo di Milano decido di candidarmi. Preparo il mio CV, mi sembra povero di esperienze lavorative, esclusa qualche collaborazione estiva, e spiccano meriti scolastici e una grande passione per la Kick Boxing. Invio la mia candidatura, convinta di non aver nulla da perdere”. E così è stato: “Da quel momento, contro ogni aspettativa, inizia il mio percorso in BCG: io, come gli altri ragazzi, vengo sottoposta a un accurato processo di selezione, fino al giorno in cui ognuno di noi ha ricevuto la grande notizia: ci avevano presi!”. Tanta emozione, felicità e, anche, qualche brivido: “Ero entusiasta e allo stesso tempo terribilmente spaventata di trovarmi circondata da ragazzi così talentuosi, io che ancora oggi mi sento molto lontana da questa etichetta”. Eppure, durante i quattro giorni di “The Future Makers”, è proprio Enxhi con il suo team ad aggiudicarsi i biglietti-premio per TED@BCG. Sono stati i migliori a raccontare la propria esperienza. “Abbiamo ascoltato ospiti illustri, lavorato in gruppi guidati da esperti BCGer, scattato milioni di foto, bevuto altrettanti milioni di caffè, riso, scherzato, ballato fino a tarda sera su una terrazza illuminata, avuto l’occasione di presentarci ai maggiori esponenti della business community…e la lista potrebbe continuare”. Un’esperienza che, secondo Enxhi, va al di là della sola formazione: “È stata una vera infusione di fiducia in noi stessi, nel mondo che ci circonda e soprattutto negli altri, nel potere di un così vasto network caratterizzato dalla diversity dei suoi componenti. Mi ha permesso di capire che a volte avere talento non significa solo avere un lungo CV, ma anche tanta motivazione, voglia di mettersi in gioco, confrontarsi, lavorare in team fianco a fianco, avere il coraggio di lanciarsi da un aereo in volo, citando qualcuno.

Credo che, dopo anni passati a studiare bilanci, io sia stata apprezzata e scelta per il mio lato umano, per la mia gioia e il mio entusiasmo smisurato verso ogni occasione che la vita mi offre, per la determinazione che metto nel raggiungere i miei scopi, senza precludermi nessuna alternativa.


Ho imparato che spesso è inutile programmare il proprio cammino, a volte con un po’ di ambizione e una buona dose di fortuna succedono cose straordinarie, e non dobbiamo fare altro che farci trasportare”.
 

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